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The Red LandLa Terra dei Draghi |
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April 26 Eroina 0.1Caldo. Il caldo era impressionante. In quei giorni vuoti e tristi, di un'estate come tante, faceva un caldo boia. E la cosa da alquanto sui nervi, sopratutto quando hai una pistola in mano e devi scegliere fra: uccidere la tua migliore amica oppure un signore della droga, che punta una pistola alle tempie della tua amica. La situazione era veramente imbarazzante. Dopo mesi che Chiara mi aveva detto di smetterla con quella roba, che aveva cercato di mandarmi a far disintossicare, (ed io le avevo risposto che quei corsi erano roba per checche) solo ora, nella più disperata delle situazioni, capisco che aveva ragione. Solo ora capite?! Per un eroinomane come me era la prima vera svolta di tutta la mia fottutissima vita fino ad ora. E poi c'era quel maledetto caldo. Pensate, che io mi preoccupavo quasi più di quell'insopportabile caldo che della vita della mia migliore amica: che dipendeva da me! Vi rendete conto?! Da un eroinomane del cazzo! Ah! Che buffa la vita, eh?! Fatto sta che mi trovavo li, in quel magazzino nei pressi del mare, con una pistola in mano e dovevo scegliere che freddare fra: la persona che più mi era stata vicino in quegli anni, o uno stronzo per cui ho lavorato fottendogli un pò di Ero per mio uso personale. Probabilmente lo era venuto a sapere; e voleva farmela pagare nel modo più infimo (e corretto dal suo punto di vista) che conosceva, come ogni buon mafioso che smercia droga. In realtà lui era un pesce piccolo, una caccola in confronto a tutta la malavita della Città, una merdina: una mezzasega insomma. Ma lui doveva rispondere ai superiori, e quelli si che sono criminali con i controcazzi! -Allora?- mi dice lo stronzo, interrompendo il mio flusso importantissimo di pensieri ( mi ero fatto poco prima di andare li)- Cosa cazzo hai deciso, moccioso? Decidi: o gli spari tu o le sparo io. Vedi un pò come preferirebbe morire la tua troietta?!-. Mi aveva chiamato "monccioso"? Ma è scemo? Io ho quasi 19 anni! Vabbè, si sarà fatto anche lui. Anzi no. E' troppo agitato per essersi fatto. No, no, no! Lui non si è fatto! Lui non si faceva e non si è mai fatto! Si, ora ci sono! E' proprio una mezzasega totale! Fa il cazzone perchè pensa di aver a che fare con un idiota, ma si sbaglia. E poi sarà al massimo il suo terzo omicidio, con ogni probabilità al momento del dunque farà di tutto per dare a me la responsabilità di tutto. Allora vedi che serve farsi, prima di fare questo genere di cose! Eravamo solo noi tre in quel fottuto magazzino. Io freddo come il marmo, i miei occhi che si spostavano da Chiara allo Stronzo e sudavo. Percepivo chiaramente la sensazione del mio culo bagnato fradicio a causa del sudore, ma non solo li e no; anche sotto le ascelle e sulla schiena. UUUU, la mia schiena! Mi ammalerò, ma tanto sti cazzi, vado avanti lo stesso. Poi c'era Chiara. Vestita semplicemente di una canotta che le metteva in risalto il bel seno grande ( le si vedevano persino i capezzoli: d'estate di rado portava il reggiseno), dei jeans corti e le sue bellissime e vecchissime All Stars bordeaux. Stretta in una morsa terrificante: un braccio di lui la teneva appiccicata al sudicio corpo grassoccio di quel gran figlio di puttana, mentre l'altra mano dello stronzo le puntava alle tempie una pistoletta del cazzo, che, diciamolo, in confronto al mio cannone era una mezzasega: come il suo possessore. Infine c'era lui. Quel maledetto stronzo di Aldo, che giocava a fare il duro, il gangster, ecc... Un vero e proprio coglione, vestito con gli stessi abiti di sempre, in giro a fare il cazzone! La camicia gialla, la giacca ed i pantaloni verde acceso, ma tanto acceso! Faceva veramente schifo! Con quella sua faccia da porchetto impomatato ed anche lui sudava, il che lo rendeva ancor più schifoso. Anche un ceco avrebbe visto le chiazze formatesi sotto le sue puzzolenti e schifose ascelle: ripugnante! Comunque dicevo che eravamo in tre, anzi, no. In quattro. C'era anche quel maledetto caldo puttaniere! Lo odio, fa troppo caldo! - Lascia stare Marco- urlava Chiara, la mia bellissima Chiara - Scappa! Lasciami qui! Mettiti in salvo almeno tu!- diceva. Eh, così bella, così altruista. Se mi piaceva? Me lo sono chiesto spesso anche io e devo dire che, si, credo proprio mi piacesse. Anche perchè era l'opposto di me: bella , intelligente, sana, altruista. Io non sarei mai riuscito a stare con una: brutta, stupida, drogata come me ( io dovevo avere l'esclusiva), ed egoista. No, no. Giammai! - Allora, ti decidi?!- urlava ancora Aldo, ma stavolta era pronto a sparare. Faceva proprio il duro. Era una situazione talmente disperata che mi venne in mente soltanto una cosa da dire. - Cosa mi dai se l'ammazzo?-. Chiara stava piangendo e, nell'udire la mia domanda, smise di piangere e mi guardò con odio. Ma non l'odio quello leggero: quello profondo, profondissimo! Anche Aldo ci rimase di merda, ma seppe riprendersi subito. - Ti darò un ultima dose della mia roba e poi sloggerai per sempre dal mondo degli spacciatori. Non abbiamo bisogno di qualcuno che ruba a noi- sottolineò il "noi" come se lui facesse parte dei capi- e cerca di far quadrare i conti con soldi falsi. Tu la uccidi, ce la leviamo di torno ed ognuno torna alla vita di prima- poi si fermò un attimo- tranne lei: è ovvio!- E scoppiò a ridere come un porchetto che si è reso conto di avere il senso dell'umorismo per la prima volta. Allungando in modo osceno il sorriso e spalancando quella orrenda bocca che si ritrovava, come se stesse mangiando chissà che cosa. Io pur essendomi fatto una pera lo sapevo che mi avrebbe ucciso non appena avessi abbassato la guardia, ma io avevo la contromossa. Chiara mi disse con gli occhi di non accettare, di fuggire, di non ricadere in tentanzione come sempre avevo fatto: senza mai darle ascolto. Mi supplicava, senza dire una parola, di mandare vivacemente a fanculo l'offerta del bastardo, di non farmi fregare un altra volta dall'Eroina. Quand'ecco che ritornò. Oramai ero un assuefatto cronico del cazzo e la voglia di Ero gratis divenne irrefrenabile. Per un momento vidi le due possibili strade che la mia vita avrebbe potuto prendere da quel giorno. Da una parte c'era: avvicinarmi facendo credere ad Aldo che ero d'accordo con lui e sparargli. Dopo di che io mi sarei disintossicato con l'aiuto di Chiara e poi sempre con lei mi sarei sposato, avrei trovato un lavoro onesto, avrei comperato una casae avremmo fatto dei bellissimi bambini. Intanto che pensavo mi avvicinavo ad Aldo e Chiara. Lui non sapeva che fare, anche perchè in realtà si stava cagando adosso dalla fifa: perciò non fece niente ed attese. Dalla'altra parte c'era la mia vita di sempre, piena di giochi, di donne, ma sopratutto piena della mia donna preferita: Ero. Una vita in cui non me ne sarebbe fregato niente dei bambini, della casa, della moglie, del lavoro, ecc... Una vita che avrei vissuto in pieno, una vita che non meritava di essere persa. Ero vicinissimo a lei. Chiara mi guardava e sembrava che avesse indovinato ciò che stavo per fare, poichè con quei suoi begli occhi azzurri mi ipnotizzarono per un momento e sentì chiaramente che mi stavano dicendo:- Ti Amo-. La cosa più bella che mi potessero mai aver detto. Nemmeno i miei genitori mi avevano mai detto ti amo: in senso parentale è ovvio. - Allora?- chiese per l'ennesima volta quel pugnettone di Aldo: non lo sopportavo più, non vedevo l'ora che finisse sottoterra. Senza il minimo preavviso puntai la pistola in fronte a Chiara e le sparai, freddamente, in fronte. Schizzi di sangue fresco dipinsero le scatole di roba poste dietro a lei. Aldo ci rimase talmento male che lasciò la presa su Chiara e sulla pistola. Il corpo della ragazza cadde fragorosamente a terra e la pistola tintinnò. Aldo fece a tempo a dire:- Ma tu sei un...- poi lasciò la frase in sospeso, o meglio: io la feci rimanere in sospeso poichè ammazzai anche lui. Un altro colpo in fronte ed altri schizzi di sangue coprirono le casse di roba, dando vita ad un particolare dipinto di morte. Non c'era niente da dire, avevo fatto una scelta: la migliore per me. Chiara non avrebbe sofferto per me e quello stronzo...beh, di lui non me n'è mai fregato niente. Presi un pò di roba ed uscì dal "Magazzino del Sangue" dopo di che mi sedetti su di una banchina poco distante e li preparai la roba. Quando tutto fu pronto guardai dietro di me, nel magazzino e vidi i corpi riversi dei due individui che poco prima avevo ammazzato: non piansi, non c'era niente da piangere, non mi meritavo nemmeno quello sfogo. Anche perchè il mio sfogo era una altro. Guardai poi di fronte a me. Il mare nel tramonto, le onde che leggere s'infrangevano sulla banchina e d una leggera spuma mi rinfrescava il viso sporco della morte di due persone. - Prima di dimenticare...- dissi, e mandai un bacio a Chiara, che se poteva averlo lo avrebbe ricevuto e poi...beh, lo sapete. Un altra pera mi iniettai per endovena della mia Dea Suprema! September 09 FantasmaSolo quando le vesti dell'Elfo, zuppe di sangue, caddero a terra assieme al suo corpo maciullato, solo allora il Fantasma saziò la sua sete di vendetta. Solo guardando quell'orribile bastardo morto, col suo bel viso pallido orrendamente sfigurato, fu soddisfatto. Anni di ricerche, di allenamenti, di sofferenze lo avevano portato infine a compiere il destino di quei maledetti Elfi Scuri che tanto aveva odiato fin dalla nascita. Suo padre era morto a causa loro ed ora, finalmente lei era libera, libera dal peso di essere metà donna e metà fantasma. Ora lei sapeva benissimo cosa fare. Tanti dopo essersi vendicati perdevano, come dire, lo scopo della loro vita, poichè essendosi vendicati non avevano più la nemesi da cacciare, ma lei no. Ella era diversa, la vendetta le aveva dato un motivo per andare avanti ed aveva compreso che il suo scopo era quello di difendere i deboli dal Male. Il suo scopo era quello di fare in modo che quello che era successo ai suoi genitori non accadesse mai più. Lei era metà donna, metà fantasma e solo lei poteva sopportare quella diversità, quel Male che aveva dentro e nussun altro avrebbe dovuto soffrire come aveva sofferto lei. Il Fantsma avrebbe sofferto per l'Umanità intera, per i secoli dei secoli. June 25 Antico Regno, libro terzo, ultimo capitoloAléxios:- Il mio Mondo è caduto! Inghiottito da forze oscure! Ed anche io sono responsabile di questo!
Non ho saputo agire in tempo! Tutto è scomparso ed io ora che vivo a fare?
La mia donna è morta! I miei amici sono morti! Il Re a cui avevo giurato fedeltà è morto! Tutto ciò in cui credevo è morto! Cosa ormai faccio su questa terra?-
Luxfero ad Aléxios:- Non disperare amico mio, tutto ciò che era la tua vita prima di adesso è un ammasso di morte e distruzione ed è compresibile volere la morte, ma la tua mente è offuscata dalla rabbia e dal rimorso. Imparali a combattere. Sei diventato Cavaliere dei Draghi per una ragione! Scelta da te solo e da nessun altro! Cerca quella verità dentro di te!-
- Io sono diventato quello che sono per combattere le ingiustizie, per servire la Lega delle Alleanze! Ma ora io non ho più nulla per combattere! Tutto il mio popolo è morto in una folle guerra fratricida! Ed io non volevo combattere le ingiustizie come ho fatto negli ultimi anni! Anche io ho commesso crimi terribili! Quale punizione più atroce posso avere se non quella di morire come un cane? Eh? Dimmelo Luxfero!-
-La vita!Aléxios! La vita non è una punizione sufficente, forse? Vivi, perchè le ingiustizie non sono terminate nel mondo intero, oh no. In tutti gli altri regni infuriano guerre e tu, ultimo della stirpe più potente di guerrieri devi morire perchè non hai il coraggio di vivere? No! Non te lo permetterò! Devi vivere perchè la memoria dei Cavalieri dei Draghi continui ad esistere! Il loro sangue scorre nelle tue vene! Sei l'ultimo di una casata antica e devi vivere per continuare la missione di colui che diede inizio a tutto! Kalgar non avrebbe mai voluto che uno dei suoi più potenti guerrieri si suicidasse! Morire di proprie mano richiede tanto coraggio, ma mostra allo stesso tempo una vigliaccheria schifosa ed infima! Tu non sei vigliacco! E se in questi anni hai ucciso in modo barbaro tanti tuoi confratelli, beh, vedila così: o morivano loro o morivi tu! Vivi Aléxios per continuare l'opera devi tuoi avi! Lottare per difendere, difendere per vivere! E diventando più cattivo di quanto eri prima ti ha mostrato un lato della tua forza utile se controllato! Vivi Aléxios! Qual'é la tua scelta?-
- Ho perso tutto. Ogni cosa. Ma non posso abbandonare né i draghi nelle uova né quelli giovani. E non posso lasciare questo mondo, non prima di averlo risanato. Anche se sò che non ci riuscirò mai completamente. Ma intanto proverò! Hai ragione Luxfero! Lotterò! Ancora e stavolta non avrò pietà! Non farò lo stesso errore che feci anni fà! Addio amici, sarete sempre con me! Addio Essylt, mia amata, tu non ci sei più ma il tuo ricordo sarà rinchiuso con il mio amore nel mio cuore! E forse un giorno, ti darò ascolto!-.
Tratto dal romanzo l'Antico Regno, Libro Terzo, Ultimo Capitolo che sta venendo completato da Lord of Darkness |
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